lunedì 12 novembre 2012

Tra il Mar di Tasmania e l'oceano pacifico
















L'aereo decolla e si abbandona l'Italia.
Attraverso la Russia si raggiungono gli Emirati Arabi,si viaggia sopra l'India,l'Indonesia,la Papua Nuova Guinea...per poi attraversare l'infinita Australia.
Dopo il Mar di Tasmania,finalmente dall'alto ci appare la Nuova Zelanda.
In aeroporto profumo di erba e vento.
E ancora in viaggio.
Le foglie della foresta si muovono e la mia testa scoppia,si lascia trasportare dalla felicità.
Arriviamo a casa. Voglio solo andare in giardino,attraverso la porta sul retro.


Vedo una piccolina, un uccello chiamato Coda di Ventaglio dai Maori.E' tranquilla a covare,ci osserva serena.
Non avevo mai visto un uccello che non scappa via appena vede un essere umano.
Qui non si fà del male agli animali.
Arriva il tramonto e si accende il fuoco.
Anche il cielo è infuocato.
Quali sono i rumori di questa terra che ancora non conosco?
Vedo due bambini che si rincorrono spruzzandosi con la canna del giardino,sento nuovi canti degli uccelli.
Ce la farò a ricostruirmi una vita?


Dèi,fate che mia figlia sia felice.

Arriva la notte e non è più tempo di farsi domande.
E' il momento di addormentarsi,di lasciare andare tutto e aspettare che il tempo passi.

  Vi abbraccio uno ad uno,perchè avete rappresentato una parte fondamentale della mia vita che ci crediate o no,e spero di tornare il prima possibile a scrivere qui sul blog.

In fondo,ovunque,tutto è un continuo fluire.



lunedì 15 ottobre 2012

La figlia del re si dà alla morte

Ogni tanto mi domando che cosa stiamo diventando noi italiani.
Ti sei addormentato popolo?Non cerchi più le tue radici?
Eppure io vedo così tanta gloria,spirito e sapere dentro di noi.



Il canto di uomini e donne capace di attraversare il Mediterraneo
e raggiungere dio,credo.


La via della natura.
Io sono nata qui.

sabato 15 settembre 2012

La delicatezza di un fiore.



Mi piace la delicatezza d'animo. E' un riposo, e' casa.

Ora non riesco a trovarla da nessuna parte.
Preferisco pensare che chi la possiede la tenga ben stretta e nascosta, perchè la nostra società non la tollera, la considera debole.

Se vi dicono che siete deboli, paurosi, sappiate che possedete la rara delicatezza d'animo.
Non fatevi mai convincere del contrario.
Credete in voi.

lunedì 27 agosto 2012

Kobayashi Issa

Kobayashi Issa rimane uno degli autori che piu' facilmente comprendo.
Mentre per altri haiku a volte penso anche per anni, li dimentico, li ritrovo e devo ricominciare da capo, i suoi scritti arrivano impetuosamente, e lasciano un segno indelebile in me, come quando ti succede qualcosa di bello, e non dimenticherai mai quella sensazione, perche' e' stata cosi' piacevole e forte che puoi ritrovarla e riviverla tutte le volte che desideri.

Questo mi regala la poesia di Kobayashi Issa.




Calma, lumaca.

Tu scalalo il Monte Fuji,

ma senza affrettarti.






Grazie per avermi ricordato questa poesia, e per tutto quello che mi hai regalato in questi anni Mari.



martedì 17 luglio 2012

Hoge-Jaku


Si prende e si lascia


 


*Ci avresti mai pensato?
Che avresti sorvolato il Mediterraneo, l'Oceano indiano, il Mar di Tasmania?
Per tornare, per rinascere.
Respira per me.
Respira per tutti, amore.
Esisti e basta.

martedì 22 maggio 2012

Hannya Shingyo

Non ho ancora trascritto L'Hannya Shingyo.
Lo trovo molto bello.
Ci racconta che Siddhartha,dopo aver compreso,non ci ha detto: io ho capito e voi no.
Ci ha trasmesso la sua infinita saggezza.
In un dojo zen,dopo la sessione di zazen,nell'annebbiamento del dolore alle gambe si recita l'Hannya Shingyo.

A volte la mia superficialita', mi ha portato a dire cos'e' sta roba che cantano questi tizi?
Anche nel dojo, spesso.
Poi mi sono fermata un secondo, ed e' diventato tutto piu' chiaro... e mi sono resa conto che mai nessuno mi aveva augurato buon viaggio.

Un buon viaggio verso l'altra riva.



Benvenuto Risveglio.



Maka Hannya Haramita Shingyo
Kan ji zai bo za tsu
Gyo jin han ya ha ra mi ta
Ji sho ken go on kai ku
Do i sai ku
Yaku sha ri shi

Shiki fu i ku
Ku fu i shiki
Shiki soku ze ku
Ku soku ze shiki
Ju so gyo shiki

Yaku bu nyo ze
Sha ri shi
Ze sho ho ku so
Fu sho fu metsu
Fu ku fu jo
Fu zo fu gen

Ze ko ku chu
Mu shiki mu ju so gyo shiki
Mu gen ni bi ze shin i
Mu shiki sho ko mi soku ho
Mu gen kai nai shi mu i shiki kai
Mu mu myo yaku mu mu myo jin
Nai shi mu ro shi yaku mu ro shi jin
Mu ku shu metsu do mu chi yaku mu toku i

Mu sho toku ko bo dai sa ta e
Han ya ha ra mi ta ko
Shin mu ke ge mu ke ge ko
Mu u ku fu on ri i sai ten do mu so ku gyo ne

Han san ze sho butso e
Han ya ha ra mi ta ko
Toku a noku ta ra san myaku san bo dai
Ko chi han ya ha ra mi ta
Ze dai jin shu ze dai myo shu
Ze mu jo shu ze mu to do shu
No jo i sai ku shin jitsu fu ko
Ko setsu han ya ha ra mi ta shu
Soku setsu shu watsu

Gya tei gya tei
Ha ra gya tei
Hara so gya tei
Bo ji so wa ka

Hannya Shingyo
Oh Shariputra, la forma non è che vuoto, il vuoto non è che forma;
ciò che è forma è vuoto, ciò che è vuoto è forma;
lo stesso è per sensazione, percezione, discriminazione e coscienza.
Tutte le cose sono vuote apparizioni, Shariputra.
Non sono nate, non sono distrutte, non sono macchiate, non sono pure;
non aumentano e non decrescono.
Perciò nella vacuità non c’è forma né sensazione, né percezione, né discriminazione, né coscienza;
Non ci sono occhi né orecchi, naso, lingua, corpo, mente;
Non ci sono forma né suono, odore, gusto, tatto, oggetti;
né c’è un regno del vedere,
e così via fino ad arrivare a nessun regno della coscienza;
non vi è conoscenza, né ignoranza,
né fine della conoscenza, né fine dell’ignoranza,
e così via fino ad arrivare a né vecchiaia né morte;
né estinzione di vecchiaia e morte;
non c’è sofferenza, karma, estinzione, via;
non c’è saggezza né realizzazione.
Dal momento che non si ha nulla da conseguire, si è un bodhisattva.
Poiché ci si è interamente affidati alla prajna 

la mente non conosce ostacoli;
dal momento che la mente non conosce ostacoli
non si conosce la paura, si è oltre il pensiero illusorio,
e si raggiunge il Nirvana.
Poiché tutti i Buddha
del passato, del presente e del futuro
si affidano interamente alla prajna paramita, conseguono la suprema illuminazione.
Sappi dunque che la prajna paramita è il grande mantra,
il mantra più alto,
il mantra supremo e incomparabile,
capace di placare ogni sofferenza.
Ciò è vero.
Non è falso.
Perciò io recito il mantra della prajna paramita,
Che dice:

andate, andate, andate insieme all’altra riva, completamente sull’altra riva, benvenuto risveglio!




       

mercoledì 16 maggio 2012

Boom.


A volte penso al vento che sta soffiando su un'isola lontana da qui,come dev'essere morbida l'ala di quel gabbiano che sta per spiccare il volo. Oppure qual è la parte di cielo al buio ora che qui c'è luce,e che profumo c'è,in quell'aria che non si può respirare.
Tutto questo mi fa pensare al principio di tutto.


sabato 21 aprile 2012

Allora mangeremo acqua bollita.

La vita di Dogen.








*un ringraziamento speciale a Guido.
*Grazie a Sentiero Zen per averlo unito in un unico film e per la sua introduzione

domenica 1 aprile 2012

XVII


Soffia un vento caldo,quasi d'estate.
Così il mio pensiero si lascia trasportare.
Ho voglia di vedere dove è nato il mondo,ho voglia di sentire il suo primo respiro.
Apro le mani e sono solo un essere umano.
Ma è un'occasione unica che non ho intenzione di sprecare,come diceva qualcuno a me caro.
Sono in gabbia da troppo tempo.
Voglio buttare via ideali che avevo,ormai impolverati.
Per esistere e basta.






Per tornare.


 


venerdì 9 marzo 2012

Fili d'erba

                                                                                              *photo by me


Mi commuovono i fili d’erba,
i fiori della malvarosa
spuntati per aria, sui tetti
delle chiese, sul ciglio delle cupole.
 
Lo spirito soffia dove vuole
ma lì ha dolcemente soffiato.


Mi commuovono perché credo
che in quelle umili piante
rivive qualche anima gentile,
e forse spero
che una parte di me
possa così durare
in questa luce.


Giorgio Vigolo



domenica 26 febbraio 2012

Pensieri

                                                                                            *photo by me



        E improvvisamente
        mi sorprese
        la primavera.
                    Antonio Machado





venerdì 27 gennaio 2012

Poema di Ryokan


Senza desideri qualunque cosa è sufficiente.
Cercando, si impoveriscono miriadi di cose.
La semplice verdura può placare la fame.
Una veste rattoppata è abbastanza per coprire
questo vecchio corpo piegato.
Solitario, cammino con un cervo.
Allegramente, canto con i bambini del villaggio.
Il ruscello sotto il dirupo purifica le mie
orecchie.
Il pino sulla cima del monte riempie il mio cuore. (Ryokan)




*Meglio leggere lui che me ultimamente.
Anche se le mie braci sono sempre accese.